Piccole-medie imprese in Italia

PMI

Le piccole-medie imprese in Italia rappresentano una realtà molto interessante ed anche abbastanza diversa rispetto alle classiche imprese di grandezza più importante. Chiamate anche PMI, queste impese sono delle vere e proprie aziende che però hanno delle dimensioni abbastanza limitate, sia dal punto di vista occupazionale, sia sotto il profilo finanziario ed economico (ed anche sotto il profilo della loro gestione).

Infatti, per questo motivo, lo Stato e la Regione a cui esse fanno riferimento mette spesso in atto delle politiche di sostegno: per queste piccole o medie imprese è anche alquanto complicato riuscire ad ottenere dei capitali, e di conseguenza esse hanno anche delle diverse politiche di tipo gestionale.

PMILe differenze tra le piccole e medie imprese e le grandi imprese sono diverse: da un lato, vi è una diversa disponibilità di capitali (motivo per cui Regioni e Stato molto spesso cercano di sostenere e di supportare queste imprese); dall’altro lato, l’organizzazione stessa dell’impresa è molto diversa anche a livello gestionale ed economico.

Ma quali sono le caratteristiche delle piccole-medie imprese in Italia?

Se negli Stati Uniti, per esempio, non vi è una vera e propria definizione di PMI, in Italia (conseguentemente alle scelte europee) ci sono invece delle regole e dei requisiti molto importanti che riguardano questo tipo di imprese.

In sostanza,  le medie imprese rispondono a questi requisiti:

  • Sono dotate di un numero di dipendenti inferiore a 250;
  • Hanno un fatturato annuo che non supera i 40 milioni di euro (o bilancio che non supera i 25 milioni di euro);
  • I capitali non sono detenuti per il 25% da una o più imprese che rispondano alle caratteristiche delle PMI.

Per quel che invece riguarda le piccole imprese, esse rispondono ai seguenti requisiti:

  • Sono dotate di un numero di dipendenti inferiore a 50;
  • Hanno un fatturato annuo che non spera i 7 milioni di euro (o bilancio che non supera i 5 milioni di euro);
  • Anche in questo caso, i capitali (o diritti di voto) non appartengono per il 25% ad una sola o più piccole imprese.

Perché un’impresa venga considerata come appartenente, appunto, alla classica PMI, è importante che tutti i requisiti indicati vengano ugualmente rispettati: l’uno non può escludere l’altro e, qualora ciò avvenisse, la definizione di piccola o media impresa andrebbe a cadere.

Piccole-medie imprese in ItaliaPer quel che concerne il possibile rapporto tra le piccole e medie imprese e le grandi imprese o le classiche multinazionali, è bene ricordare che esso varia molto a seconda del paese e della nazione: in Italia, per esempio, vi sono molte imprese che rispondono a questi requisiti e questo sostanzialmente rappresenta un fattore di debolezza. Infatti, la maggiore presenza di PMI indica, secondo gli esperti, delle implicazioni importanti dal punto di vista economico, perché stabilisce una minore stabilità dal punto di vista economico e finanziario.

In ogni caso, sempre ed in ogni paese le piccole e medie imprese devono affrontare problemi di concorrenza da parte delle grandi aziende: questo è un grosso problema, che non deve essere sottovalutato e per il quale molto spesso si dispone di politiche di supporto per aiutare queste piccole aziende a mantenere la loro vitalità nell’assetto economico.